Salvataggio dati da Hard Disk rotti

Hard Disk Rotto Il computer è ormai il nostro compagno di lavoro, di studio e talvolta anche delle nostre passioni.
Spesso nella sua memoria interna teniamo dati a noi cari sia da un punto di vista professionale che personale e affettivo: documenti, video, foto, film, canzoni, etc.

E’ bene sapere però che questi dati non sono eterni, anzi possono essere piuttosto volatili: tante sono le cause della perdita dei dati in un qualunque computer e tocca quindi premunirsi per questi spiacevoli inconvenienti.

Le cause della perdita dei dati in un disco fisso

Le cause della perdita dei dati in un disco fisso possono essere molte, dalla rottura del disco stesso all'errore umano.
Le statistiche parlano di alcune cause tra le più diffuse, con relative percentuali; si riporta di seguito quella rilasciata da Kroll Ontrak sulla base di 50 mila interventi reali:
 

  • nel 59% dei casi la perdita dei dati è dovuta a un malfunzionamento del disco fisso
     
  • nel 26% dei casi, quindi al secondo posto di questa classifica “disastrosa”, la perdita dei dati è dovuta all’errore umano, quindi allo stesso possessore dei dati, per distrazione, sbagli, etc
     
  • nel 9% dei casi la perdita dei dati è dovuta al danneggiamento di software
     
  • nel 4% dei casi la perdita dei dati è dovuta a virus informatici e calamità naturali
     
  • nel restante 2% dei casi la perdita dei dati è dovuta ad altri problemi non meglio specificati
     

Parlando sempre di numeri, secondo studi condotti da Garthner, il 5% dei dischi fissi smette di funzionare nel primo anno di utilizzo, mentre il 12% dei dischi fissi non arriva a compiere il suo quarto compleanno.
Quindi tra errori umani e cause tecniche, la perdita dei dati in un computer è sempre dietro l’angolo: occorre tenerlo sempre a mente e correre ai ripari.

Prevenire è meglio che curare: il back up degli hard disk

La saggezza popolare in questo caso si adatta perfettamente anche a situazioni relative all’innovazione tecnologica e ai tempi più moderni.
La prevenzione in questo caso è rappresentata dalle operazioni di back up.
Periodicamente, tanto più frequentemente quanto vengono immessi dati nuovi nel computer o modificati quelli esistenti, deve essere effettuato un back up, cioè una copia di sicurezza dei dati più preziosi contenuti nel nostro computer.

A seconda di quanto sono numerosi e “grandi” in termini di spazio virtuale i dati da salvare periodicamente, per compiere questa operazione è necessario utilizzare supporti di memoria esterni al computer.
I supporti esterni da utilizzare per il back up possono essere:
 

  • cd
  • dvd
  • schede di memoria
  • pen drive
  • dischi esterni USB
  • unità dedicate al backup come nastri, rev ecc.
     

Già all'interno del nostro sistema operativo (da win2000 in su) esistono integrati software per creare backup anche in maniera periodica e automatica, i quali creano un file di salvataggio delle cartelle da noi selezionate e lo salvano sull'unità dedicata a tale scopo.
Questa operazione ha il vantaggio di salvare in poco spazio le tracce utili a ripristinare tutti i nostri dati preziosi nel caso li perdessimo.

Per non ripetere ogni volta il salvataggio di tutti i dati, questi programmi dispongono solitamente di funzioni dette di “Back up incrementale”, che consentono di copiare solo i file nuovi e quelli che hanno subito recenti modifiche: così si risparmia in termini di tempo e di lavoro che il computer deve svolgere.

 

Come funziona il disco fisso

La domanda che sorge spontanea ai non addetti ai lavori è la seguente: come è possibile recuperare dei dati che sono stati cancellati dal disco fisso, anche dopo una formattazione completa oppure dopo guasti al pc?
Per conoscere la risposta, occorre conoscere qualcosa sul funzionamento di un disco fisso.

In parole molto semplici, il disco fisso funziona così: i piatti di cui è formato sono costruiti in materiale ferromagnetico e contengono milioni di particelle microscopiche, dette domini di Weiss.
Tali particelle hanno un polo positivo e uno negativo, che a seconda della loro posizione corrispondono a 1 o a 0, cioè agli elementi base del linguaggio informatico, quello binario.
Un insieme di particelle magnetizzate secondo una determinata sequenza costituisce quindi un bit di informazioni.

Quando si cancellano o cancelliamo dei dati in un disco fisso, anche dopo una formattazione, in realtà questi elementi elettromagnetici restano nella stessa posizione di prima, l’unica differenza è che il sistema operativo registra quelle posizioni come libere, pronte per ospitare nuovi dati.

Infatti il file non viene distrutto fisicamente, viene solamente interrotta la corrispondenza tra il suo nome e la posizione delle particelle che lo compongono; per interrompere tale corrispondenza, il nome del file cancellato viene cambiato: la prima lettera infatti viene sostituita con un punto di domanda o con una tilde in quella che il computer riconosce come Tabella di corrispondenza.

In pratica, nessun file è veramente perso finchè il suo spazio non viene utilizzato per altri file.

Per questo se e quando ci accorgiamo di aver cancellato dei file per sbaglio, è importantissimo non effettuare alcuna operazione col computer prima di tentare il recupero dei dati; qualunque attività infatti potrebbe scrivere sopra lo spazio dei file da recuperare: salvare un nuovo file, aprire o chiudere in programma, eseguire una nuova installazione, persino navigare in Internet, sono operazioni da evitare in questi casi (perché il sistema crea dei file temporanei che possono sovrascriversi ai file da recuperare).

 

Cosa succede nel laboratorio per il recupero dei dati da hard disk danneggiati

Rivolgersi a un laboratorio specializzato nel recupero dei dati è una soluzione estrema, ma se i dati che dobbiamo recuperare sono molto importanti, per esempio per motivi lavorativi oppure affettivi, vale la pena di tentare, anche se non è detto che in tutti i casi i dati siano recuperabili.
I laboratori più avanzati per il recupero dei dati sono dotati di una Camera Bianca: si tratta di un ambiente di lavoro asettico, dove è limitata fortemente la presenza di particelle di sospensione; infatti l’aria dentro questa camera è dalle 10.000 alle 50.000 volte più pulita del normale, misurata da un indicatore di classe.

E’ solo in ambienti come la Camera Bianca che è possibile aprire i dischi fissi senza danneggiare ulteriormente la situazione, dato che le distanze all’interno di questi dispositivi sono microscopiche, anche più piccole delle particelle che normalmente viaggiano con l’aria.
Qui gli specialisti del settore, aprono appunto i supporti e intervengono direttamente e fisicamente su di essi, per analizzare gli eventuali danni e per recuperare i dati direttamente dalle particelle che compongono il disco fisso.